Esame di storia contemporanea 2

Oggi ho superato l’ultimo esame di storia contemporanea, il terzo. A questo punto mancano pochi esami prima della prova finale.

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Storia dell’America del Nord I – lezione 2

Società coloniale pre-rivoluzione

La società coloniale americana pre-rivoluzionaria era agraria e mercantile, ma rispetto alle altre società europee sue simili, aveva un’aristocrazia e uno stato molto deboli. Una volta che le colonie nordamericane superarono le prime crisi, si asistette a un notevole incremento demografico dovuto a 2 fattori:

  • abbondanza di cibo;
  • immigrazioni sempre più numerose e consistenti.

Per correttezza vanno ricordate, insieme alle immigrazioni, le deportazioni di schiavi africani negli stati del Sud. Gradualmente, ma costantemente, la manodopera bianca usata nelle piantagioni di cotone diventa nera e schiava. All’inizio del Seicento, la schiavitù nordamericana (e anche sud) diventa sistema istituzionale. In una società mista con confini labili, si introduce perciò una divisione razziale radicale (legale, etica, economica). Non viene riconosciuta alcuna forma di meticciato. L’economia mercantile nordamericana importava manufatti e schiavi, ed esportava cotone, tabacco, legname, pesce e rum. Questa costante e robusta immigrazione da tutta l’Europa nordoccidentale diversifica la composizione etno-religiosa e incentiva l’espansione verso Ovest.

Il Great Awakening degli anni 40 del ‘700 esaltò il rapporto personale con Dio, e diede alla nascita una gran quantità di congregazioni indipendenti guidate da pastori protestanti. La percezione della religione divenne individuale. Nella società nordamericana si aveva timore di Dio e paura delle streghe, ma al suo interno penetrarono le idee illuministiche sul controllo razionale della propria vita. Più che chiese, esistevano congregazioni che predicavano la responsabilità individuale e il valore (anche morale) di azioni terrene e progresso materiale. La società era religiosa e materiale.

L’economia agraria del Sud dipendeva dalle esportazioni, non sviluppava città e commercio internazionale, che rimase in mano a Londra e ai mercanti del Nord. I prezzi variavano con bruschi cicli di crescita e fallimenti. La grande piantagione basata sul lavoro schiavo era una comunità autosufficiente che fondava l’elite signorile da cui dipendevano gli agricoltori bianchi e tutta la comunità locale per questioni di credito. Nel Nord agrario e commerciale, fondato su unità familiari e comunità cittadine, c’erano una maggior indipendenza personale e una grande imprenditorialità. Lì le classi medie e le elite urbane pesavano parecchio. In quella società c’erano sei università, e metà dei maschi bianchi sapeva leggere e scrivere.

L’autogoverno delle colonie era basato su assemblee legislative e tribunali che regolavano la vita locale autonomamente da Londra. Nel Nord America c’erano elite urbane molto elastiche e diverse tra loro. La Rivoluzione Americana, rispetto a quella Francese, era fatta non da sudditi di nome e di fatto, ma da autogovernanti appartenenti alle elite urbane. La pace del 1763 (dopo la guerra dei Sette Anni) indusse Londra a riorganizzare l’impero.

Le terre indiane a ovest vennero protette, le truppe britanniche erano pagate dalle colonie, e si agiva seguendo le regole commerciali. Nella guerra dei Sette Anni, la lotta tra coloni e nativi americani si fece più forte. I sudditi americani vennero tassati da Londra, ci furono restrizioni al commercio e alle manifatture e su ogni documento stampato c’era lo Stamp Act del 1765. La Gran Bretagna veniva vista dai coloni come non più autorità simbolica, ma come tirannia lontana. Ecco il perchè della guerra d’indipendenza del 1776.

Storia dell’America del Nord – Libri da studiare

(corso in due moduli del prof. Federico Romero)

Questi sono i libri da studiare per gli esami dei due moduli:

Mario del Pero, Libertà e impero – Gli Stati Uniti e il mondo 1776-2006, Bari, Gius. Laterza e Figli, 2008;

Arnaldo Testi, Il secolo degli Stati Uniti, Bologna, il Mulino, 2008;

Arnaldo Testi, La formazione degli Stati Uniti, Bologna, il Mulino, 2003.