Antropologia culturale – ultima lezione

Tesi per l’esame orale

La tesi non dovrà superare i cinque fogli, la dimensione consigliata del carattere è 12, l’interlinea è uno e mezzo. Questa è la traccia: Immaginate di dover scrivere una relazione sul libro Adolescenza in Samoa per una rivista di antropologia. La redazione vi chiede di rispettare i seguenti punti:

  • Descrivere sinteticamente il libro, sottolineando gli elementi fondamentali dell’educazione samoana;
  • tracciare le principali differenze tra l’adolescenza samoana e quella statunitense;
  • riflettere sulla funzione critica e applicativa del testo.

La tesi va inviata tramite posta elettronica alla professoressa sette giorni prima dell’esame orale.

L’adolescenza in Samoa[1]

Margaret Mead scrisse il libro Adolescenza in Samoa dopo aver confrontato l’adolescenza delle isole Samoa con quella statunitense; suddetto confronto serviva all’autrice per cercare di risolvere i problemi degli adolescenti statunitensi. Ciò avvenne poco dopo la Grande Guerra, ovvero a metà degli anni Venti. La finalità critica dell’opera è ben comprensibile dall’uso della sintesi e di un linguaggio semplice e chiaro.

Uno scienziato naturale può controllare le variabili che influenzano il suo oggetto di studio. Uno scienziato sociale, invece, agisce in modo diverso, perché il suo oggetto di studio è l’uomo. Non si deve generalizzare sui modelli comportamentali. Margaret Mead fece proprie le lezioni del suo maestro Franz Boas[2], e rimase in Samoa tra il 1926 e il 1928. Sosteneva che per l’uomo la cultura è più importante della natura. Uno dei concetti affrontati da Boas era l’analisi delle scienze sociali, ed era critico nei confronti del determinismo biologico[3].

(post aggiornato il 2 ottobre 2016 alle 19:34)

Note a piè di pagina

1: Cfr la scheda Adolescenza in Samoa nel sito web della casa editrice Giunti

2: Uno dei pionieri dell’antropologia moderna. Cfr. la voce Franz Boas dell’enciclopedia Treccani

3: Ossia il concetto secondo cui sono solo i fattori biologici a determinare come un organismo agisce o cambia nel tempo.

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Storia moderna II – ultima lezione

(dagli appunti presi in classe)

La Monaca di Monza (libro)

A pag. 149 il Ripamonti, citato da Manzoni, parla dei casi di suor Virginia (la Monaca di Monza) e della sua vita, fin da quando venne condotta al monastero per la prima volta affinché prendesse i voti. Egli parlò di quando gli inservienti prima, e gli altri poi, cominciarono a chiamare Signora la Monaca, e dell’esistenza di un’abitazione contigua.

Il padrone di quest’abitazione, un giovane ricco e sfaccendato, venne a spiare dentro il monastero, conoscendo una delle monache e intrecciando un rapporto con lei. Entrambi vissero coniugalmente ed ebbero figli.

Una conversa che nell’orto s’era lasciata scappare per collera un motto d’essere consapevole di cose che avrebbe rivelato a suo tempo, giacque morta perché [venne] percossa da uno sgabello in testa. Il Cardinale, venuto a sapere di questo e altri casi, conturbato e offeso di esserne stato avvisato così tardi da chi avrebbe dovuto farlo assai prima, andò di filato a quel Borgo in procinto di visitarlo; per non farsi scorgere iniziò da altri monasteri.

Al Cardinale stava a cuore avere tra le mani l’autore del sacrilegio, il violatore della Signora, il quale aveva violato le compagne della Monaca.

(post aggiornato il 19 febbraio 2016)

 

Antropologia culturale – lezione 13

Identità e mito

L’identità è flessibile e malleabile, e non è né ereditaria né stabile. Più la si nasconde, più il proprio equilibrio interno viene compromesso. Esiste una malattia chiamata crisi della presenza, che fa sembrare il mondo completamente estraneo. Per curare questa malattia è necessario conoscerne la fonte dal malato. Il tarantismo[1] è una malattia chiamata col nome di un ragno, “curata” mediante la musica.

Il carnevale[2], in passato, permetteva di mostrare il dissenso delle classe popolari nei confronti di quelle abbienti. Suddetto dissenso era legato ai miti e ai riti legati alle dionisiache greche e ai saturnali romani, come per esempio i banchetti, i sacrifici e il rovesciamento dell’ordine sociale vigente. Tra le divinità festeggiate durante i saturnali c’era Iside, la quale aveva molti nomi ed era associabile ad Artemide, a Cerere, a Kore e ad Astarte.

I miti sono dei racconti spesso legati alle origini del mondo, e in alcuni di questi i protagonisti erano delle divinità. In altri, invece, erano dei semplici uomini, e in altri ancora dei semidei.

Note a piè di pagina           

1: Detto anche tarantolismo, chi ne soffre cade in una condizione di crisi psichica. Vedi la voce tarantismo dell’enciclopedia Treccani e la voce tarantismo del dizionario di medicina della Treccani.

2: Vedi la voce Carnevale dell’enciclopedia Treccani

Storia moderna II – lezione 10

Processo alla Monaca (3° parte)

La vita cristiana è assai piena di sacrifici. Secondo quanto riportato dalla testimonianza di suor Virginia, lei sarebbe stata tentata dall’Osio al punto tale da non poter fare a meno di vederlo. Si reputò vittima, e tentò di sgravarsi dal reato di complicità negli omicidi di Rainerio Roncino e di Caterina Cassini da Meda. Inoltre sostenne di essere stata vittima dei sortilegi del diavolo per ciò che ha fatto con l’Osio.

Quando Caterina era in prigione cominciò a dire che voleva comunicare ai superiori molte cose su Virginia e le altre. La sentenza finale fu la chiusura della Monaca in una cella del monastero, dalla quale sarebbe uscita il 25 settembre 1622[1]. Tale sentenza venne emanata dal giudice Mamurio Lancillotti[2].

Note a piè di pagina    

1: Cfr. la voce Virginia de Leyva nel dizionario biografico della Treccani.

2: Virginia de Leyva, Op. cit.

Antropologia culturale – lezione 12

L’identità

Il concetto di identità può essere definito come un sentimento di appartenenza a un determinato gruppo. Nasce nel momento dello scontro con la diversità, detta anche alterità[1]. Questo termine in particolare sta a indicare le comunità umane esterne alla propria. L’identità si manifesta tramite la costruzione di confini in senso simbolico; questi esistono in base alla percezione dell’altro, e possono essere reali o immaginari.

La descrizione del prossimo come una minaccia è chiamata retorica dell’identità. La retorica è l’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace[2], ed è stata usata in diversi ambiti come la religione e la politica. La definizione di un individuo si differenzia da quella di una persona, poiché quest’ultima permette all’individuo di costruire un certo tipo di soggetto.

L’identità personale è legata all’appartenenza sociale. La disciplina controlla il nostro modo di vivere al mondo, ossia il nostro comportamento. Il corpo a volte è stato usato come strumento di riscatto, e intorno a esso si manifestano diversi tipi di identità, da quello personale a quello etnico. Certi disagi sociali possono causare determinate malattie, e in passato è successo proprio questo. Un esempio su tutti è il tarantismo.

(post aggiornato il 5 ottobre 2016 alle 13:07)

Note a piè di pagina            

1: Per maggiori informazioni vedere la voce alterità del vocabolario Treccani.

2: Cfr. la voce retorica dell’enciclopedia Treccani