Storia della musica moderna e contemporanea – lezione 12

(dagli appunti presi in aula)

Richard Strauss e Maurice Ravel

A differenza di Debussy, Ravel non scrisse molto in voce e pianoforte, tuttavia quello che ha fatto è particolarmente significativo per due motivi:

  • Trattamento della voce, dov’è compiuto il salto verso la poesia musicale;
  • interesse di Ravel verso i paesi esotici.
Jules Renard pubblicò una raccolta di cinque poesie che ritraggono altrettanti animali nella loro crudezza e realtà. Tra questi c’è il cigno, descritto come un animale che mangia e ingrassa come un’oca. Nella poesia la pintade si parla di un animale senza alcuna grazia.
In Germania, mentre il genere mélodie si evolveva sempre più, venivano pubblicati nuovi tipi di scrittura poetica ed esibiti nuovi tipi di canto da camera. Inoltre vennero pubblicati componimenti come Des knaben wunderhorn, di tipo popolare. Strauss è stato un grande scrittore di teatro, sia per gli scandali suscitati dalle sue opere, sia per l’alto numero di persone che andavano a vederle. Attuò grandi cambiamenti musicali, come fece Schoenberg. Fu condannato dalla critica come “reazionario”.
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Storia contemporanea III – lezione 9

(dagli appunti presi in classe)

Ruolo e storia della piazza durante il XX secolo

[Mario] Isnenghi ricostruisce la storia italiana, dal risorgimento fino a oggi, dal punto di vista di come viene usata la piazza (manifestazioni di ogni tipo ed eventi del vivere quotidiano)[1]. La piazza è il luogo di scambi, contestazioni, sociabilità, incontri, mercato e potere. La tesi di fondo esposta da Isnenghi è che “la piazza è morta, perché sostituita dalle macchine (automobili) e sostituita dalla televisione”.

In ogni epoca la piazza aveva un grande ruolo sociale e politico. [Essa] ha fatto da scenario alle grandi manifestazioni e agli scioperi internazionali, pacifisti e pacifici, [insomma] di ogni tipo. Ha dato alla luce gran parte dei partiti politici contemporanei (se non tutti).

(post aggiornato il 29 gennaio 2016)

Note a piè di pagina   

1: Quest’argomento è trattato nel suo libro L’Italia in piazza, Mondadori, 1994 (edito successivamente da Il Mulino nel 2004)

Storia della musica moderna e contemporanea – lezione 11

(dagli appunti presi in aula)

Mélodie

In Francia ci fu il passaggio dal vecchio genere Romanza a quello nuovo Mélodie. Passaggio che si verificò negli anni ’30/’40 del XIX secolo, e portò all’affermazione del genere da salotti. A differenza della Romanza, la Mélodie era fatta per i borghesi e più appartata. Nell’ambiente teatrale vengono stabilite delle gerarchie, ovvero dei gradi di fono. Questi entrano in conflitto tra loro, e per poterli usare in un componimento è necessario rispettare le apposite regole.

Nella seconda metà dell’Ottocento questo sistema gerarchico appariva un po’ ristretto. I suoni della scala non sono sette, ma dodici. Fu Arnold Schönberg a creare la scala cromatica, composta da dodici suoni. Claude Debussy scardinò la scala dei sette suoni, insegnatagli fin dall’infanzia. Nel passato sono esistiti altri tipi di scale musicali, dalla pentafonica alla gregoriana.

Claude Debussy

Debussy non veniva da una famiglia di musicisti, ma ebbe la fortuna di trovare qualcuno capace di notare il suo talento musicale. Grazie a lui, iniziò a frequentare il conservatorio di Parigi. Quando soggiornò a Roma dal 1885 al 1886, provò nostalgia per Parigi. Conobbe Modest Musorgskij, un grande compositore russo. Ciò che Debussy amava fare era sperimentare e provare a fare nuove melodie e nuovi tipi melodici. Non gli piaceva molto sottostare alle regole del mondo musicale.

Un’altra cosa che amava era la musica dell’età antica. Prima di diventare famoso, frequentava circoli parigini e conduceva una vita irregolare. Era assai vicino al movimento impressionista, perché voleva usare la musica per rappresentare la fluidità. Oltre che con l’impressionismo, Debussy aveva rapporti anche con il simbolismo, per via della sua poetica e della sua conoscenza scientifica. Un particolare periodo di pubblicazione delle sue liriche era tra il 1887 e il 1889, dove troviamo:

  • Cinq poèmes de Baudelaire;
  • Ariettes oubliées.

Storia della musica moderna e contemporanea – lezione 10

(dagli appunti presi in aula)

Andare alla piazzetta delle Belle Arti per assistere ai concerti di martedì 4 e giovedì 6 dicembre.

Storicità della musica ottocentesca

Per comprendere la storia della musica bisogna leggere il lessico dell’epoca studiata. In questo modo è possibile conoscere l’opinione che i contemporanei avevano del tipo di componimento studiato. Dare la definizione del lied è difficile, tanto che è necessario porre una premessa. Walter Durr creò un nuovo termine, deutsche lied, e scopri che il termine lied, da solo, non poteva esprimere il suo significato; questo perché esistono vari tipi di lied, da quello francese (chanson romantique) a quello tedesco (deutsche lied), fino a quello italiano (canzone italiana). Il genere di romanza sentimentale, risalente al tardo Settecento, crebbe sempre più durante l’Ottocento, e dal Novecento in poi fu sempre più ascoltato, nonostante oggi sia poco conosciuto.

Il genere musicale più vicino al deutsche lied è chiamato mélodie, e tra i suoi compositori c’erano Hector Berlioz e Hippolyte Monpou. Berlioz scrisse e pubblicò nel 1830 nove mélodie. Dopo la morte di Schubert, i suoi lieder ottennero un enorme successo in Francia. Altri compositori del genere mélodie erano Gabriel Fauré, Henri Duparc e Claude Debussy. Questo genere è un canto privo di interesse per la componente strofica, tutto a vantaggio del testo poetico.

C’è differenza tra il canto da camera e l’aria d’opera? Sì. L’aria d’opera è virtuosistica, mentre il canto da camera nasce in maniera più semplice rispetto all’aria. Il virtuosismo caratteristico dell’aria presuppone una tecnica vocale molto sviluppata. Il canto da camera legge il testo e lo intona di seguito.

Storia contemporanea III – lezione 8

(dagli appunti presi in classe)

1919: primo dopoguerra

Mentre le città erano in continuo tumulto (non spontaneo), le organizzazioni socialiste non dettero indicazioni politiche adatte alla risoluzione pacifica e alla rimessa in ordine delle varie comunità; questo perché i fenomeni di tumulto cittadino e di occupazione delle terre e delle fabbriche mostravano aspetti prima sconosciuti, nuovi slogan politico-sociali e nuovi soggetti in lotta per il potere.

I comitati e le organizzazioni nati/e durante il Biennio Rosso non potevano essere rimessi/e tanto facilmente, perché le tensioni a cui partecipavano tali movimenti erano poco controllabili e difficilmente risolvibili (soprattutto se lo Stato era assente). La situazione mostrava la fine dello stato liberale italiano.

Durante la guerra lo stato italiano prometteva terra ai contadini che avessero contribuito alla vittoria nazionale. Dietro questo slogan c’era di tutto, ma un solo messaggio era preso in seria considerazione; distribuzione di terra ai contadini, costretti a lavorare per terreni appartenenti ad altre persone (i grandi proprietari terrieri). Questi ultimi, pur di non cedere le loro terre ai contadini, tentavano di dimostrare l’ignoranza e la scarsa specializzazione in macchinari agricoli insite nei latifondisti.

Mentre [a Versailles] erano in corso le trattative di pace, in Russia andava avanti la guerra civile. Dopo aver inquadrato bene la situazione, alcuni dirigenti della II Internazionale si incontrarono per dar vita allo Scioperissimo, [una] forma di protesta contro la mobilitazione militare in Russia e nell’Europa orientale. Lo Scioperissimo venne realizzato a livello internazionale, durò due giorni e aveva alle spalle una lunga gestazione. In quello stesso anno fondò a Milano il Movimento dei Fasci di Combattimento; l’era fascista ebbe inizio.

Il primo fascismo amava la guerra e il comando assoluto, ed era immerso nella galassia dei movimenti politici e sociali degli anni venti. Per “portare ordine”, faceva uso della violenza fisica e dei suoi squadristi. Tutto per creare una nuova società e contrastare tutte le tensioni sociali che potessero danneggiare l’elitè dirigente e proprietaria dei grandi terreni.

(post aggiornato l’8 febbraio 2016 alle 21:04)