Storia della filosofia 1 – lezione 12

John Locke (2° parte)

(portare all’esame Filosofia moderna e un dizionario filosofico, e prepararsi sulla bibliografia di ciascun filosofo [finora studiato])

Come Cartesio e Hobbes, Locke studiò il rapporto tra l’anima e il corpo. Era a favore della libertà di coscienza, anche se aveva [delle] riserve nei confronti degli atei e dei cattolici. “Cos’è la sostanza pensante, unica per ogni persona? È fondamentale porsi tale domanda, la cui risposta può essere data se si ha nozioni precise sui vari tipi di sostanze che pensano (tipi di intelligenza) e sul dubbio che la memoria possa passare o no da una sostanza all’altra. Questo passaggio è impossibile se la coscienza coincide con l’azione individuale. C’è sfasatura tra il momento in cui si pensa e quello in cui si agisce.” (Locke).

Il filosofo inglese parlò delle azioni consone e dei riflessi incondizionati privi di controllo volontario. “Quella che si chiama coscienza non è l’atto compiuto in un dato tempo e in un dato luogo. Le cose verificabili sono solamente quelle percepite con i sensi. La certezza è relativa e sensoriale.” (Locke). “Dio fa sì che la nostra coscienza non se ne vada, lasciandoci soli.”. La coscienza è diversa dal movimento del corpo, perché si trova al di là di esso. I movimenti del corpo sono influenzati dalle previsioni del futuro. Senza coscienza non c’è anima, ossia non si vive.

La coscienza si trasforma nel corso del tempo. Corpo, anima e mente formano l’uomo. Il concetto di identità personale non è facile da capire e da insegnare. Locke scrisse molto sul concetto dell’unione tra corpo e anima. “Se la stessa sostanza pensante è cambiata, supponendo che solo le sostanze immateriali possono pensare, la persona avente suddetta sostanza ha sentito o no questo cambiamento?”.

Le nostre azioni sono condizionate dall’ambiente in cui viviamo. La coscienza continua a trasformarsi, e si affida alle sensazioni per prendere le decisioni. Nessuno può andare al di là della coscienza.

(post aggiornato il 9 settembre 2016)

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Storia contemporanea III – lezione 1

(dal programma di studio)

Corso di Storia contemporanea, Roberto Bianchi. Guerra, guerra civile, rivoluzione: Italia ed Europa tra prima guerra mondiale e fascismo.

Il modulo avrà un carattere seminarile ed è rivolto a chi ha già superato un esame di Storia contemporanea. Questo è il programma dell’esame:

  1. Antonio Gibelli, La Grande guerra degli italiani 1915-1918, Milano, Sansoni, 1998 oppure Mario Isnenghi, Giorgio Rochat, La Grande Guerra 1914-1918, Milano, La Nuova Italia, 2000
  2. Roberto Bianchi, Pane, pane, terra. Il 1919 il Italia, Roma, Odradek, 2006 oppure Giulia Albanese, La marcia su Roma, Roma-Bari, Laterza, 2006
  3. Una relazione su un argomento concordato col docente, oppure un testo (o gruppo di testi) a scelta. (Questo è uno dei testi scelti: Cantieri di guerra di Matteo Ermacora.)

(dagli appunti presi in classe)

Prima guerra mondiale – Dopoguerra

Molte scuole storiografiche si trovano d’accordo nell’affermare che la prima guerra mondiale spaccò in due l’età contemporanea allora vigente, dando inizio al “Secolo breve” che si sarebbe concluso nel triennio 1989-1991, quando crollarono il muro di Berlino e il regime sovietico. In quel periodo avvennero grandi eventi, [sia] buoni [che] cattivi. Arno Mayer, uno storico statunitense, discusse e fece pubblicare molti [suoi] scritti sulla 1° guerra mondiale, nel cui primo dopoguerra le elitè ottennero una rivincita grazie ai regimi dittatoriali nazionalisti.

Suddivisione [della] prima guerra mondiale in senso cronologico:

  • 1914-1915, Guerra europea;
  • 1915-1918, Grande Guerra.

La guerra sconvolse la vita di milioni di persone in Europa, America e Australia, segnando delle fratture nel rapporto tra le varie generazioni e delle accelerazioni scientifiche, sociali, economiche, tecnologiche e politiche. Questa guerra viene ricordata in diversi modi e più o meno spesso a seconda dello stato che si considera.

Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sophie Chotek von Chotkowa vennero assassinati da Gavrilo Princip, membro dell’organizzazione terroristica Crna ruka (mano nera). Questo fatto diede il via a quella serie di eventi che portarono in guerra quasi tutta l’Europa nel giro di un mese e mezzo (ecco alcune nazioni: Austria-Ungheria, Prussia, Russia, Francia e Gran Bretagna).

Le nuove generazioni cominciarono ad affermare sempre più il loro ruolo nella società globale. Il fascismo nacque grazie alla grande guerra e al successivo dopoguerra. Durante il periodo bellico italiani provenienti da varie regioni (lontane tra loro) si incontrarono e si conobbero per la prima volta.

Il partito socialista italiano, a differenza dei suoi omologhi europei, si oppose alla guerra pur sapendo di non poterla sabotare per via della sua frammentarietà (da lì nacque la frase “nè adesione, nè sabotaggio”). Comunque sia, altri partiti europei di orientamenti diversi erano contrari alla guerra. Mussolini, da socialista pacifista, divenne interventista e [in seguito] fondatore del fascismo.

(post aggiornato il 25 gennaio 2016)

Storia della filosofia 1 – lezione 11

John Locke (1° parte)

[John] Locke[1] disse:”Gli esseri umani sono i soli a interagire con la loro attività mentale.”, “L’idea di libertà funge da base e da supporto alla conoscenza umana.”. Per Locke la parola era molto importante. Lo stare insieme [alle altre persone] contribuisce alla formazione di pensieri mediante il confronto tra i vari modi di pensare e le relative opinioni. Secondo il filosofo inglese, esistono forme stabili per le cose esistenti, e un tipo di forma è quello mentale. Il suo modo di pensare era simile a quello di Hobbes, ma non uguale; per lui i pensieri nascono dalle sensazioni.

Le cose non sono mai veramente statiche, ma al contrario si muovono sempre. Le concatenazioni [di eventi] non sono controllabili al 100%, le sensazioni vengono messe insieme per compiere azioni ed elaborare pensieri. La mente è in grado di pensare, comunicare mediante la parola, a compiere azioni, a immaginare e a ricordare il passato tramite la memoria. Non si ha alcuna nozione della sostanza dello spirito, eppure non si può dire che esso non esista. Al limite si può sostenere che non sia ancora rintracciabile.

(post aggiornato il 9 settembre 2016)

Note a piè di pagina

1: Cfr. la voce John Locke dell’enciclopedia Treccani, e la biografia di Locke nell’Encyclopædia Britannica

Storia della filosofia 1 – lezione 10

Spinoza (ultima parte)

Spinoza credeva che la matematica fosse la base della ragione umana. “Il finalismo è la prospettiva in cui l’uomo si rifugia come se fosse l’alveolo della sua ignoranza.” (Spinoza). L’uomo conosce pochi aspetti dei processi causali presenti in tutto l’universo. Il quarto libro di Spinoza[, il Trattato teologico-politico – Annotazioni al Trattato teologico-politico[1],] critica il modo di intendere la religione, che produceva emozioni passive come la vana speranza e la futile paura.

Il suo quinto libro[, il Trattato Politico], parla della libertà della nostra mente[2]. Per Spinoza il corpo è solo un contenitore della mente. Egli riteneva che esistessero tre tipi di conoscenza:

  • Il primo tipo si affida ai segnali mandati dai cinque sensi (anche se in realtà non sono solo cinque);
  • il secondo tipo da i nomi alle cose così da classificarle e catalogarle;
  • infine, il terzo tipo fa sì che per mezzo della matematica nasca la scienza.

La conoscenza completa è tale perché guarda le cose e le conosce nella loro interezza. La matematica è la scienza considerata perfetta e obiettiva. I sussidi servono agli scienzati, ai matematici e agli studiosi per vedere dove sono stati commessi eventuali errori senza dover rifare tutti i calcoli (e senza perdersi nelle sensazioni). Spinoza credeva che non ci fosse alcuna distinzione tra il corpo e la mente. L’uomo escogita delle ipotesi e le verifica.

“Concepire le cose come eterne vuol dire concepirle come reali, perché sono nate dalla Potenza Divina e cresciute da Essa.” (Concetto di eternità [secondo Spinoza]). Il filosofo olandese sosteneva: “la salvezza dai nostri peccati arriverà il giorno in cui le catene degli affetti saranno state spezzate, lasciando spazio all’amore intellettuale divino.”. La conoscenza universale è descrittiva, non visiva. Perché diventi più profonda, è necessario usare la matematica.

(post aggiornato l’8 settembre 2016 alle 19:33)

Note a piè di pagina

1: Il titolo originale è Tractatus theologico-politicus, e fu pubblicato ad Amsterdam nel 1670 senza il nome dell’autore.

2: Il titolo originale è Tractatus politicus. Fu pubblicato nel 1677, pochi mesi dopo la morte dell’autore, in una doppia edizione prodotta dai suoi amici.

Demografia storica 1 – lezione 9

(dagli appunti presi in aula)

Istituzione di frequenza

Per ottenere l’istituzione di frequenza bisogna innanzitutto conoscere il valore minimo e quello massimo dei dati demografici presi sotto esame. La statistica matematica fa capire quali sono i limiti entro i quali le istituzioni di frequenza mantengono la loro validità. Le distribuzioni teoriche sono infinite, quelle reali invece no. Dopo aver trovato il valore minimo e quello massimo, si devono stabilire le classi relative ai dati esaminati. La frequenza è il numero di volte in cui ogni dato si ripete.

In sintesi la classe è il dato esaminato, la frequenza è il numero di volte in cui suddetto dato si ripete. Una volta che si è trovata la frequenza, si costruisce il relativo grafico. Nel modello reale della frequenza si troveranno delle approssimazioni. Se la frequenza di una classe è troppo bassa, viene sostituita da quella di un’altra classe; quest’ultima avrà quindi una posizione dominante. La frequenza relativa si ottiene dividendo la frequenza di una classe per la somma di tutte le frequenze.

(post aggiornato il 20 ottobre 2016 alle 11:44)