Storia dell’Italia contemporanea – lezione 12

(dagli appunti presi in classe)

Politica estera del fascismo

Lo scopo del regime era dare vita a una nuova grande guerra per rafforzare l’Italia. All’estero il fascismo mostrò una presenza legale e illegale. Nel ’15/’18 l’Italia si era alleata con i seguenti stati: Francia, Gran Bretagna e Russia. Durante la 2° guerra mondiale era alleata con la Germania [di Adolf Hitler] e il Giappone [dell’imperatore Hirohito].

Il nazionalismo tende a inventare diritti appartenenti alla propria nazioe, senza riconoscere quelli degli altri stati. Oggi l’Italia è al 6° posto nella classifica dei paesi industrializzati. Nonostante un [certo] rafforzamento territoriale e militare da parte del regime, l’Italia non era una grande potenza. Al tempo dell’Unità italiana, la Francia e la Germania erano favorevoli alla nascita del regno.

Nel [mese di ottobre del] 1929 gli Stati Uniti entrarono nella [fase della] Grande depressione[1]. La dipendenza energetica e la penuria di capitali impedì all’Italia di diventare una grande potenza. L’allenza con la Germania avvenne soprattutto per la forte somiglianza ideologica del nazismo col fascismo[2], e per la necessità di materie prime e di capitali.

(post aggiornato il 7 dicembre 2015 alle 21:24)

Note a piè di pagina     

1: cfr. Great depression dall’encyclopaedia britannica, Grande depressione dal dizionario di economia della Treccani.

2: Sia per le origini socialiste, sia per l’uso della violenza in politica. Anche se A. Hitler considerva B. Mussolini un maestro, i rapporti tra i due non erano sempre buoni. Cfr. Il grande dittatore, di Charlie Chaplin (1940). Va ricordato che l’Italia in un primo momento si oppose all’annessione dell’Austria alla Germania (cfr. Anschluss dall’enciclopedia Treccani e Anschluss dall’Enciclopaedia britannica)

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Storia dell’Italia contemporanea – lezione 11

(dagli appunti presi in classe)

Fascismo e 2° guerra mondiale (seconda parte)

A partire dal 1935 la “fascistizzazione” fu più radicale e rese l’Italia ancora più dittatoriale. Ci fu chi disse che il fascismo fosse simile al nazismo, soprattutto per quanto riguarda la guerra. Il periodo di non belligeranza va valutato molto attentamente. La guerra è un fondamento dell’ideologia fascista; non a caso il movimento dei fasci nacque dopo la Grande Guerra.

L’Italia è stata in [più di una] guerra dal 1935 al 1945 (guerra d’Etiopia, 2° guerra mondiale, etc.). Durante il conflitto scoppiato in Europa nel settembre 1939 vennero invase e conquistate la Danimarca, la Cecoslovacchia, l’Olanda, la Francia e altri stati[1]. A seguito dell’invasione tedesca in Russia, l’Unione Sovietica entrò in guerra. Gli Stati Uniti lo fecero verso la fine del 1941, dopo l’attacco a Pearl Harbor da parte dell’aviazione militare giapponese.

Per l’Italia la guerra in Africa fu un disastro, perchè venne a cadere il suo impero. L’ex imperatore d’Etiopia potè tornare a casa. La guerra giunse in Italia nel 1943, e fu così fino all’aprile del 1945. Combatterono sia i tedeschi, sia gli anglo-americani, sia infine i partigiani. Durante quel conflitto mancavano i processi regolari, a vantaggio delle esecuzioni sommarie, e tornò in vigore la tortura. Le potenze dell’Asse (Germania, Giappone e Italia) non rispettarono le convenzioni militari internazionali [allora in vigore].

(post aggiornato il 1° gennaio 2016)

Note a piè di pagina

1: cfr. le voci Seconda guerra mondiale di it.wikipedia.org (paragrafi da L’invasione della Polonia a L’invasione della Francia) e Seconda guerra mondiale dal dizionario di storia della Treccani.

Storia dell’Italia contemporanea – lezione 10

(dagli appunti presi in classe)

Fascismo e Seconda guerra mondiale (prima parte)

Il partito non aveva una propria dottrina di governo. Solo nel 1939 la parola “fascismo” venne formalizzata in relazione al Regno d’Italia. Negli anni ’20 e ’30 la costruzione dello stato totalitario italiano rimase incompleta, e presentò dei limiti rimasti sino alla fine. Il Re credeva che Mussolini fosse “baciato dalla fortuna”, e non era contrario alle rivendicazioni e alle conquiste territoriali[1].

Mussolini credeva che il Re non l’avrebbe mai destituito. La Chiesa cattolica era il più grande limite al totalitarismo italiano, perché era l’unica organizzazione non-fascista capace di formare le masse. Durante gli anni del regime c’era un notevole antifascismo, benchè nascosto, ed era più forte rispetto all’antinazismo in Germania. C’erano delle differenze tra il comportamento tenuto nel Terzo Reich e quello tenuto nel Regno d’Italia.

Per restare al potere il fascismo aveva bisogno dell’appoggio della Monarchia e della Chiesa. I segretari del partito venivano spesso cambiati. Nel 1937 la tessera del partito venne equiparata alla carta d’identità nazionale. Il segretariato di [Achille] Starace durò otto anni, dal 1931 al 1939[2]. Sempre nel ’39 la Camera dei deputati venne sostituita dalla Camera dei fasci e delle corporazioni[3], e i membri divennero consiglieri nazionali nominati dall’alto.

A proposito del razzismo fascista italiano, prima delle leggi contro gli ebrei del 1938, entrarono in vigore quelle contro i popoli africani, valide nelle colonie dell’impero (Libia, impero etiopie, Eritrea e Somalia italiana). Nel 1938 venne pubblicato il manifesto della razza, o degli scienzati razzisti.

Note a piè di pagina   

1: Tra queste conquiste c’erano l’Abissinia (oggi Etiopia), che divenne parte dell’Africa Orientale Italiana, e l’Albania, che venne occupata dai soldati italiani nell’aprile del 1939.

2: Cfr la voce Starace nel dizionario di storia della Treccani e Starace nell’enciclopedia italiana del 1936.

3: La legge che soppresse la Camera dei deputati è del 19 gennaio 1939. Cfr Camera dei fasci nel dizionario di storia della Treccani.

(post aggiornato il 1° gennaio 2016)

Storia dell’arte contemporanea – lezione 7

Dal Fauvismo al Cubismo

Henri Matisse (1869-1954) conobbe André Derain nei primi anni del Novecento (1904/05), durante la sua fase neo-impressionista. Egli dipinse Luxe, calme et voluptè per omaggiare il movimento impressionista (i colori sono scomposti in modo pastoso). Il titolo è una citazione di una poesia di Charles Baudelaire, e ha per tema le Bagnanti di Cézanne. Nel 1905 venne esposta al Salone degli Indipendenti Donna col capello, opera che suscitò scandalo. La donna ritratta è la moglie di Matisse.

I colori de La stanza rossa, realizzata nel 1907, sono più armoniosi e coordinati rispetto ai precedenti quadri di Matisse. Il suo elemento principale è il colore rosso, e il paesaggio risulta quasi infantile. Matisse realizzò due versioni de La danza (1909-1910), e consegnò quella finale, che mostra cinque donne dal color rosso acceso mentre danzano in tondo. Più di vent’anni dopo, Matisse fece un’altra versione ancora del quadro.

Pablo Picasso

Nel 1906 Picasso ritrasse Gertrude Stein; l’artista era molto interessato all’antica scultura iberica. Per emulare Matisse, dipinse Les demoiselles d’Avignon dopo ben otto studi preparatori. In uno di questi sono presenti due figure maschili. Nella versione finale del quadro, le due figure femminili di destra sono una citazione delle maschere africane. Il non completamento dell’opera fa venire alla mente Cézanne (colori non sparsi sull’intera tela).

Nel 1908 Picasso dipinse Tre donne, contenente altre citazioni alle maschere africane, e tonalità rosse e scure. Dal 1909 al 1910 fu la volta di Ambroise Vollard, in stile cubista (quello analitico, il primo della serie, nacque nel 1910). Nel periodo 1912-14 Picasso diede vita al cubismo sintetico, che subentra a quello analitico, e avente come caratteristiche:

  • Illusionismo;
  • papiers collés;
  • collage;
  • uso di lettere stampate.

Storia dell’arte contemporanea – lezione 6

Simbolismo – George Seurat

Seurat presentò Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte in occasione dell’ultima mostra impressionista (1886). Era un neo-impressionista, e morì a soli 32 anni. Nel corso della sua carriera artistica, raccolse una serie di precetti apparteneti all’Accademia Pittorica. Il quadro di cui sopra trasmette armonia, e viene letto come una spiegazione del metodo scientifico della scomposizione dei colori.

Suscitava grande interesse ai critici della corrente pittorica del Simbolismo, dovuto al quadro Bagnanti ad Asnières (1883-1884). Anche nei disegni preparatori, l’artista soleva scomporre i colori. Uno degli elementi importanti della cultura di Seurat era l’estetica scientifica. Il tema del Parade (quadro ambientato in un locale notturno, ultimato nel 1888) era il circo, come l’omonima opera realizzata tre anni dopo, intitolata proprio Circo (A differenza del Parade, il Circo è luminoso).

Vincent Van Gogh

Van Gogh era figlio di un pastore calvinista, e all’inizio voleva seguirne le orme. In seguito, però, intrapese la carriera pittorica. Il suo quadro più famoso, I mangiatori di patate, è quasi monocromatico ed è stato realizzato cinque anni prima che morisse (1885). Nel 1887 dipinse Pere tanguy, in cui risulta evidente l’incontro con l’impressionismo, disprezzato dall’artista olandese.

Pere tanguy contiene tre stampe giapponesi, probabilmente aggiunte in un secondo tempo. Egli soleva far uso dei colori in modo arbitrario. Il suo presunto ultimo quadro, risalente all’anno in cui morì, si chiama Campo di grano con volo di corvi. La tecnica usata era quella ad olio su tela, ma ancora oggi c’è incertezza da parte degli storici dell’arte sull’ultimo dipinto di Van Gogh, vista l’assenza di fonti scritte.

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