Archivistica generale – ultima lezione

(dagli appunti presi in aula)

Quando nasce una nuova provincia, questa deve ospitare nuovi archivi di stato. Se viene danneggiato un bene culturale dello Stato si va incontro a severe procedure penali, perché scatta subito la denuncia. Per far rispettare le leggi, occorrono strumenti come sanzioni e pene da scontare. La legge del 1963 ha subito solo modifiche amministrativo-contabili

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Archivistica generale – lezione 14

(dagli appunti presi in aula)

Il codice dei beni culturali e del paesaggio è stato approvato il 22 gennaio 2004 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio. Esso stabilisce le regole che il ministero, i funzionari pubblici e privati, gli archivisti, ecc., devono rispettare per garantire la salvaguardia e la consultazione dei beni culturali. In caso di violazione delle regole di cui sopra, esistono opportune sanzioni e pene da scontare.

Cos’è l’archivio? È l’insieme di documenti prodotti da entità pubbliche e/o private nell’espletamento delle loro attività, e il suo scopo è la conservazione della propria memoria.

Archivistica generale – lezione 13

(dagli appunti presi in aula)

Il metodo storico dice di conoscere a fondo il soggetto produttore di documenti e di inquadrarlo nel contesto storico in cui si trovava, oltre naturalmente a conoscere le sue opere. Per provenienza si intende da chi vengono prodotto e inviati i documenti, i quali devono essere messi in ordine per facilitare la loro consultazione. I tipi di messa in ordine sono:

  • Alfabetico;
  • numerico;
  • cronologico.

Le misure dei documenti inviati, dei registri di protocollo, ecc., sono stabilite dal Ministero per i Beni Culturali, e sono le sole utilizzabili legalmente.

Campo della statistica

La statistica viene spesso usata dagli archivisti per conoscere meglio gli archivi che devono studiare. A volte succede che i titoli messi nei registri non corrispondano a quelli originali dei documenti. In soccorso degli archivisti c’è il contenuto, che deve essere univoco.

Archivistica generale – lezione 12

(dagli appunti presi in aula)

Il principio di pertinenza predica l’ordine degli archivi ponendo l’organizzazione dei documenti. Ha avuto un grande sviluppo grazie alla sua semplicità, ed era comparso nel XVIII secolo, ai tempi dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert. Quando giunsero i francesi in Italia, fecero chiudere chiese e monasteri nei territori sotto il loro controllo.

I modulari e le schede cronologiche vengono usati per i fondi diplomatici mescolati agli archivi di stato. Nel 1819 l’Accademia di Berlino suggerì di usare il principio di provenienza al posto di quello di pertinenza, il quale mirava alla conservazione dell’archivio da cui provenivano i documenti. Intanto in Francia si cominciava a parlare del rispetto dei fondi, ma esso non divenne realtà (non ancora).

S. Muller, J. A. Feith e R. Fruin sono tre archivisti che nel 1898 pubblicarono Ordinamento e inventario degli archivi, un manuale che descrive i modi corretti per mettere in ordine gli archivi e far loro l’inventario. L’edizione italiana arrivò dieci anni dopo, nel 1908.

Archivistica generale – lezione 11

(dagli appunti presi in aula)

Strumenti di consultazione

C’è un terzo strumento, prediletto soprattutto dagli archivisti, che si chiama inventario. È più versatile rispetto a un elenco. L’inventario è adatto per la consultazione di archivi storici, che contengono documenti molto preziosi. I documenti vengono numerati, così è possibile rimetterli al posto giusto. Se presenti, gli allegati devono essere indicati sul registro, sia per quanto riguarda la loro provenienza, sia per quanto riguarda la loro collocazione.

L’inventario deve contenere tutte le informazioni dell’archivio a cui è associato e dei relativi documenti. La rimessa in ordine cronologico dei documenti facilita la loro consultazione e la loro ricerca.